Descrizione estesa
Nel cuore del Parco Falcone e Borsellino si erge il Monumento ai Caduti di tutte le guerre, progettato dall’architetto Oriolo Frezzotti nel 1959. L’opera fu collocata nel Parco comunale il 30 agosto 1960 e inaugurata il 18 dicembre 1965, ricorrenza della fondazione di Latina.
Commissionato dal Comune, su interessamento delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, in una fase ormai distante dalla stagione della fondazione della città nuova, il monumento costituisce una delle ultime e più significative testimonianze del rapporto di Frezzotti con Latina. L’architetto, autore del Piano regolatore di Littoria e di numerosi edifici pubblici cittadini, morì il 30 aprile 1965, pochi mesi prima dell’inaugurazione dell’opera.
Il monolite in travertino, alto circa 16 metri — esattamente la metà della torre municipale progettata dallo stesso Frezzotti — fu donato dalla società Satel di Luigi Vergara di Cisterna ed estratto dalla cava Sbardella, in località Doganella di Ninfa. La sua collocazione nel parco fu diretta dall’ingegnere Aroldo Zanetti, con la collaborazione della ditta Fratelli Damiani.
L’imponente obelisco, scanalato salvo una fascia laterale e sormontato da un’aquila in riposo su un masso, costituisce il fulcro della composizione architettonica. Il monumento poggia su un blocco di cemento armato, in parte interrato, nel quale sono inseriti circa due metri della base dell’obelisco. Sulle facce della stele compaiono, in rilievo, ramoscelli di palma, quercia e olivo: segni essenziali che accompagnano la verticalità del manufatto senza interromperne il carattere monolitico.
La composizione si articola in due parti complementari. Sul fronte, il basamento in porfido è delimitato da un recinto stilizzato di pilastrini in travertino, che definisce l’area sopraelevata alla quale si accede attraverso una pedana articolata in tre gradini. Sulla pavimentazione, mediante tarsie in pietra grigia, è raffigurata la Vittoria, attorno alla quale compaiono i simboli delle diverse componenti della guerra: un elmetto per la terra, un berretto da aviatore per il cielo, un remo per il mare e una vanga per i civili.
Sul lato posteriore, l’impianto rigoroso dell’obelisco si apre alla presenza dell’acqua attraverso una fontana composta da due vasche semicircolari. Sopra la vasca superiore emergono tre spighe stilizzate in travertino, richiamo alla fertilità del territorio bonificato e al paesaggio agricolo dell’Agro Pontino. L’acqua, la pietra e gli elementi simbolici concorrono così a collegare la commemorazione dei caduti alla storia del territorio e alla sua trasformazione.
L’aquila posta alla sommità dell’obelisco riprende il motivo dell’aquila che coronava la torre del Palazzo M, già Casa del Fascio, distrutta nel corso della guerra. Richiamo di antica ascendenza romana, in seguito ripreso dall’iconografia del regime, il simbolo viene qui inserito in una composizione del secondo dopoguerra dedicata alla memoria dei caduti di tutte le guerre. L’originale in gesso dell’aquila è conservato presso la Casa del Combattente di Latina.
La qualità dell’opera risiede nell’equilibrio tra il gioco delle linee rette e dei piani ortogonali, evidente anche nei volumi sporgenti che intersecano il basamento, e il disegno curvilineo della fontana. L’alternanza tra superfici lisce e scanalate, insieme alla presenza dell’acqua, attenua la gravità dell’impianto celebrativo e affida alla monumentalità una misura più controllata e moderna.
Il Monumento ai Caduti si presenta così come un’architettura all’aperto, pensata nella relazione con il cammino, la luce e gli spazi del parco.
Il Monumento è un Bene storico e artistico censito nel Catalogo generale dei Beni culturali del Ministero della Cultura.
I BUSTI DI GIUSEPPE GARIBALDI E GIUSEPPE MAZZINI
In prossimità del Monumento ai Caduti, sono collocati i busti di Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini, entrambi in bronzo e opera dello scultore Osvaldo Giovannetti, nato ad Arcevia il 19 febbraio 1924. Il busto di Garibaldi, alto 61 centimetri, e quello di Mazzini, alto 67 centimetri, contribuiscono a definire un significativo nucleo della memoria civile cittadina.
Entrambe le opere sono collocate su piedistalli in travertino che riportano sul retro la medesima iscrizione: “A cura della Prima Amministrazione democratica repubblicana di Latina. 1948”. La formula richiama il contesto politico e civile della città nel primo dopoguerra e riconduce i due monumenti alla stagione della ricostruzione democratica.
Il busto di Giuseppe Garibaldi, dedicato all’Eroe dei Due Mondi, costituisce l’unico monumento garibaldino presente nella provincia di Latina. Il busto di Giuseppe Mazzini restituisce invece l’immagine dell’apostolo dell’unità d’Italia e propugnatore dell’idea nazionale secondo la più consueta iconografia: un ritratto sobrio e severo, affidato alla forza espressiva del volto e alla riconoscibilità della figura.
La presenza congiunta di Garibaldi e Mazzini richiama due protagonisti centrali del Risorgimento italiano. Nel secondo dopoguerra, le loro figure furono assunte quali riferimenti dell’ideale repubblicano e democratico, anche in contrapposizione alla tradizione monarchica. La loro collocazione nel parco attribuisce dunque a questa parte dello spazio pubblico un valore che va oltre la commemorazione: quello di una memoria civile fondata sull’unità nazionale, sulla libertà e sulla partecipazione democratica.
Nel 2024 il Largo interno al Parco Falcone e Borsellino è stato intitolato a Fernando Bassoli, primo Sindaco democraticamente eletto di Latina. Repubblicano, Bassoli guidò la città nella delicata fase della ricostruzione postbellica: nominato alla guida del Comune nel 1945, fu eletto sindaco dal primo Consiglio comunale democraticamente eletto il 28 aprile 1946 e rimase in carica fino al 1951. L’intitolazione lega così questo spazio alla memoria di una figura che ebbe un ruolo decisivo nella ripartenza civile e istituzionale della città.