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«Un Patto per la Città per dare insieme risposte chiare in questa crisi»

 

L’emergenza che stiamo vivendo tutti è talmente nuova e drammatica che può essere fermata e superata solo se tutti, collettivamente e individualmente, faremo la nostra parte.

I cittadini possono fare la differenza affrontando sacrifici e limitazioni e osservando quella distanza sociale che può arrestare il contagio.

Stare in casa, evitare assembramenti e contatti sociali, assecondare, senza spirito egoistico e anzi con senso civico, i pareri degli esperti, della comunità scientifica e dell’autorità sanitaria è il miglior aiuto che possiamo offrire a chi combatte in prima linea negli ospedali e nei presidi sanitari, prima di tutto, ma anche a tutte quelle attività che non possono fermarsi e che garantiscono a tutta la nostra comunità di reggere l’urto di questa emergenza: dalla filiera alimentare alle forze dell’ordine, dai servizi essenziali di welfare alle aziende che devono proseguire la produzione, fino all’informazione che fa la propria parte in questo sforzo collettivo, continuando, appunto, a informarci.

È in questi passaggi che una comunità può riconoscere se stessa e superare gli ostacoli, anche i più drammatici.

Anche la politica può, dunque, fare la propria parte. Se c’è un momento nel quale far prevalere la nostra appartenenza a una comunità e per il quale le nostre differenze di opinione, di orientamento o di parte diventano secondarie è questo.

L’emergenza di questi giorni è talmente inedita da metterci tutti, senza eccezioni, di fronte alla necessità di assumere una responsabilità che dobbiamo a noi stessi, alla funzione che ricopriamo e soprattutto ai cittadini di Latina.

È indispensabile un Patto per la Città, un Patto per Latina, per incontrarci e dare risposte chiare e condivise in questo tempo di crisi.

Anche l’uso delle parole che, prima dell’emergenza, appartenevano a una dialettica, ordinaria in una democrazia e funzionali alla battaglia politica, richiede ora un controllo adeguato ai compiti che ci attendono qui e ora e alle conseguenze che ci troveremo ad affrontare anche al termine dell’emergenza. Siamo aperti a lavorare insieme per lanciare un messaggio di unità e consapevolezza alla città, con trasparenza e senza retropensieri.

La proposta di poter affrontare insieme e presto il bilancio dell’amministrazione non appartiene alla fase precedente. Il bilancio è uno strumento essenziale per mettere in sicurezza e poter rendere operativi alcuni servizi essenziali – pensiamo al welfare ad esempio – che appartengono proprio alla fase che stiamo affrontando. Altre misure seguiranno, soprattutto in seguito a ulteriori provvedimenti del Governo. Misure e risorse – speriamo – che decideremo insieme. Per operare, però, variazioni di bilancio occorre che ci sia un bilancio al quale far riferimento.

Ad oggi potremmo impegnare il 50% del Fondo di riserva, pari a 220mila euro e le quote capitali dei mutui con il Ministero dell’Economia e Finanza pari circa a 1.500.000 (avendo già valutato la sostenibilità dell’operazione anche negli anni successivi). Prevediamo poi nuove entrate da dedicare esclusivamente alla gestione della crisi da valutare insieme e nei prossimi giorni, per assicurare presente e futuro in questo tempo così difficile e complesso.

Già da aprile possiamo condividere, nei limiti del possibile – e in veste di Sindaco me ne faccio garante – il processo di costruzione delle variazioni necessarie per la gestione della crisi – nelle commissioni, nell’esame degli atti, voce per voce – e chiaramente in Consiglio Comunale, per affrontare una prova che ci interroga tutti e ci richiama a uno spirito di responsabilità e solidarietà che dobbiamo innanzitutto alla comunità che rappresentiamo.

Il Sindaco
Damiano Coletta

20 marzo 2020

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