Descrizione estesa
Di seguito il discorso del sindaco Matilde Celentano pronunciato durante il Consiglio comunale, nella seduta odierna, per ricordare un momento storico della città di Latina, l'insediamento del primo sindaco Fernando Bassoli, democraticamente eletto il 28 aprile 1946.
Buongiorno a tutti
Saluto i cittadini che ci seguono, i consiglieri, gli assessori e la famiglia Bassoli.
Prima di iniziare i nostri lavori odierni, desidero condividere con voi una ricorrenza che tocca le radici stesse della nostra democrazia cittadina.
Due giorni fa, è ricorso l’ottantesimo anniversario dell’insediamento della prima riunione dell’assise comunale, celebratasi appunto il 28 aprile 1946.
Quel primo Consiglio comunale elesse nel proprio seno gli assessori della Giunta e il primo Sindaco nella persona di Fernando Bassoli, da meno di un anno alla guida della città per decreto prefettizio.
Ottant’anni fa, quindi, il 28 aprile 1946, in un’aula carica di speranza e di responsabilità, 40 consiglieri eletti democraticamente dai cittadini si riunirono per dare un nuovo volto a una città ferita profondamente dal conflitto bellico.
Quella prima assise elesse come primo Sindaco della città di Latina Fernando Bassoli, nato nel Modenese, a Carpi, frazione di Fossoli, il 27 dicembre 1907, repubblicano e uomo di grandi doti umane e politiche.
È opportuno, in questa sede, richiamare alcuni passaggi del suo discorso d’insediamento, che risuonano ancora oggi come un monito e un'ispirazione per tutti noi:
“Bando alle fazioni e alle lotte di partito, sia unico il proposito di amministrare con giustizia ed onestà... Al lavoro amici! Nel bene e per il bene del nostro amato Comune”.
Questo monito, questo suo pensiero, questa sua volontà, fu riconosciuta anche il 4 ottobre 1988, data della scomparsa di Bassoli, dall’allora sindaco Delio Redi, che scrisse: “Bassoli, con l’elezione a sindaco guidò i giorni della ricostruzione. Bisognava ricostruire i legami e la solidarietà tra i partiti, riannodare i fili dell’ordine democratico per lunghi anni interrotti, superare polemiche e scontri tra chi ancora credeva di fare giustizia sommaria con le vecchie ideologie e chi invece indicava il modo di riprendere la via delle ricostruzioni. Bassoli ebbe il senso dell’equilibrio…”
Voglio ricordare che, in quelle elezioni amministrative del 1946, Fernando Bassoli ottenne 27 voti favorevoli su 40.
Significativa fu anche la posizione della minoranza di allora, guidata dal dottor Vincenzo Rossetti, che promise una "scrupolosa e sana opposizione" finalizzata esclusivamente alla tutela degli interessi dei cittadini.
L'amministrazione Bassoli non si occupò solo della ricostruzione fisica - portando acqua, luce e strade dove c'erano macerie - ma lavorò per costruire l'identità stessa della nostra comunità. A lui dobbiamo la nascita dello stemma cittadino (la torre che emerge dalla palude tra le spighe di grano) e l'impegno per includere il nostro territorio nella Cassa del Mezzogiorno.
Ricordare oggi quell eredità "ottuagenaria" non è un semplice esercizio di memoria, ma un modo per onorare il ruolo che ricopriamo tutti noi. Sediamo su questi scranni grazie a quel primo seme di libertà piantato ottant'anni fa.
Che l'esempio di Fernando Bassoli e di quel primo Consiglio ci guidi nell'amministrare Latina con lo stesso spirito di servizio e lo stesso amore per la nostra terra.
Ringrazio l’avvocato Carlo Bassoli, figlio del primo nostro Sindaco, che onorando la figura di suo padre con una costante opera di memoria ci aiuta a trasmettere i suoi valori alle nuove generazioni.
Grazie