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25 Aprile 2026, il discorso del sindaco Celentano

liberazione 2026

Questa mattina, presso il Monumento ai caduti di Borgo Sabotino, il sindaco Matilde Celentano ha preso parte alla celebrazione dell'81° anniversario della Liberazione. Dopo il saluti istituzionali, ha pronunciato il seguente discorso.

Data di Pubblicazione

25 aprile 2026

Tipologia

Comunicato stampa

Descrizione estesa

"Cari concittadini,

grazie a tutti voi per essere qui, al cospetto del Monumento ai Caduti di Borgo Sabotino, per celebrare la giornata di oggi, 25 Aprile 2026, 81° anniversario della Liberazione.

Ci ritroviamo oggi in questo luogo - ed ha un suo perché che spiegherò tra poco - per celebrare il 25 Aprile, una data che appartiene a tutti gli italiani: la festa della Liberazione.

La Liberazione è il momento in cui l'Italia ha ritrovato la propria sovranità, la propria dignità e la speranza in un futuro di democrazia dopo gli anni bui della guerra e del totalitarismo.

Celebrare questa ricorrenza non significa solo volgere lo sguardo al passato, ma riaffermare con forza i valori di libertà, democrazia e unità nazionale che sono le fondamenta della nostra Costituzione.

La storia ci insegna che la libertà non è mai una conquista definitiva, ma un bene prezioso che va custodito ogni giorno con l’impegno civile e il rispetto delle istituzioni.

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”. Sento di condividere con tutti voi questa celebre frase, pronunciata dal padre costituente Piero Calamandrei, che sottolinea come la libertà sia un bene prezioso e spesso dato per scontato, il cui valore fondamentale viene percepito pienamente solo quando viene a mancare, generando un senso di soffocamento simile alla mancanza d'aria.

Come Sindaco di Latina, città giovane nata in un’epoca complessa, sento forte il dovere di onorare chiunque abbia lottato e sofferto per permetterci, oggi, di vivere in uno Stato libero.

La nostra è una comunità che conosce bene il valore del sacrificio e della ricostruzione; siamo figli di una terra che ha saputo risorgere dalle paludi e dalle macerie, e in questa forza risiede la nostra identità più profonda.

Per la terza volta da Sindaco di Latina mi trovo a celebrare la Liberazione in uno dei nostri borghi. 

Nel 2024 eravamo a Borgo San Michele, nel 2025 a Borgo Faiti, nel 2026 qui a Borgo Sabotino e questo mi fa immensamente piacere, perché i nostri borghi sono una componente essenziale della nostra comunità. 

Latina, come ho ricordato pocanzi, è una città giovane, aperta alle diversità. La sua comunità si è costituita con il sacrificio dei bonificatori e dei pionieri venuti da lontano a coltivare il grano. E proprio mentre stava per sbocciare e radicarsi al territorio, emerso dalla palude e dalla malaria, ha pagato pesantemente il prezzo della guerra. 

I cittadini di Latina e dei suoi borghi hanno saputo resistere, con forza e coraggio, affrontando con slancio gli anni della ricostruzione. 

Ecco, ritengo che celebrare il 25 Aprile nei borghi rafforzi il nostro senso di comunità, di partecipazione e di condivisione. 

Il 25 Aprile deve essere l’occasione per una memoria condivisa e pacificata. Deve essere il giorno in cui il Tricolore sventola non per dividere, ma per unire sotto un’unica bandiera tutti coloro che rifiutano ogni forma di oppressione. Rendiamo omaggio ai caduti e a tutte le vittime civili che hanno pagato il prezzo altissimo del conflitto e di tutti i suoi drammatici risvolti.

Vedo qui oggi molte persone ma è ai giovani che voglio rivolgermi con particolare affetto. La democrazia che viviamo oggi è il frutto di scelte coraggiose fatte da ragazzi della vostra età oltre ottant'anni fa. A voi spetta il compito di essere le “sentinelle della libertà”.

In un mondo segnato da nuovi conflitti e incertezze globali, Latina deve farsi portavoce di un messaggio di pace e di coesione sociale.

“Nella luce della Pasqua - sono le parole pronunciate recentemente da Papa Leone XIV - lasciamoci stupire da Cristo. Lasciamoci cambiare il cuore dal suo immenso amore per noi! Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo! Non con la volontà di dominare l’altro, ma di incontrarlo!”

Questo è un messaggio forte del Papa, un appello rivolto al leader mondiali nella benedizione Urbi et Orbi, che ciascuno di noi può farlo proprio e ripeterlo, in ogni luogo, in ogni piazza, in ogni borgo, ogni giorno, affinché si diffonda ovunque seminando la pace.   

Oggi da Latina vogliamo piantare il nostro seme della pace, onorando la storia d'Italia. Lo facciamo con l’orgoglio di chi guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, con la consapevolezza che solo attraverso il dialogo e il rispetto reciproco possiamo onorare davvero il sacrificio di chi ci ha preceduto.

Viva la Libertà, viva Latina, viva l'Italia!"

 

Ultima modifica: sabato, 25 aprile 2026

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