stato dei luoghi
 
La città di fondazione
Littoria-Latina
Nel 1932 viene fondata Littoria, nome originario dell'attuale città di Latina. In posizione centrale nella regione Pontina, compresa tra i monti Lepini a nord e il mare Tirreno a sud, sorge nei territori che l'imponente opera di bonifica sottrae alla palude, a soli sette chilometri di distanza dalla costa.
Latina rappresenta una delle più importanti "Città Nuove" fondate dal fascismo (tra cui nel Lazio, Sabaudia, Pontinia, Aprilia, e più tardi, Pomezia), soprattutto se si pensa al ruolo che dovrà svolgere come centro politico e amministrativo di riferimento per i numerosi borghi esistenti nel territorio. Il primo piano urbanistico del 1932, elaborato dall'ingegner Savoia e definito dalle architetture disegnate dall' architetto Oriolo Frezzotti, presenta un modello urbano centrale e radiocentrico; un piano di ampliamento verrà elaborato nel 1935.
La fisionomia della città, già definita nel primo piano regolatore, è riconoscibile nell' attuale centro urbano. Il nucleo storico risulta infatti delineato da un sistema di piazze ed assi che si sviluppano radialmente a partire dal nodo centrale di Piazza del Popolo, ed è racchiuso dall'anello viario della circonvallazione (Viale La Marmora, Viale XXI aprile, Viale dello Statuto, Viale XXIV maggio, Viale XVIII dicembre, Viale Vittorio Veneto) che definisce il sistema distributivo primario e rappresenta, in prima fase, lo strumento di controllo della crescita dimensionale della città. La città si dilaterà successivamente fuori dall'anello viario crescendo gradualmente lungo le direttrici di espansione definite dagli assi originari.
Il programma di fondazione prevede la realizzazione di edifici pubblici al margine di alcune piazze, o a chiusura, come fondale di alcuni assi, e di edifici residenziali con tipologie "a villino" o "in linea".
Il sistema risulta globalmente costituito da nove piazze tra cui ricordiamo le più significative: Piazza del Popolo, Piazza della Libertà, Piazzale dei Bonificatori, Piazza B. Buozzi, Piazza del Quadrato, Piazza San Marco, Piazza Roma, con i loro edifici rappresentativi. Tra gli assi principali ricordiamo invece le attuali via E. Filiberto, che partendo da Piazza del Popolo si connette, tramite via Romagnoli, alla Strada Statale Pontina ad ovest; Corso Matteotti che, da Piazza del Popolo attraversa il centro storico a nord-est, per dirigersi verso l'insediamento di Latina scalo (sede della stazione ferroviaria); a sud; infine l'asse principale Corso della Repubblica che dal centro si prolunga verso la periferia. La rigorosa impostazione geometrica nella costruzione della città fornisce lo strumento generatore di gerarchie spaziali, che riflettono gerarchie sociali, economiche e politico-amministrative.
L'impronta 0 iniziale data alla città ricalca quella di un piccolo borgo rurale nato per far fronte alla primaria ed essenziale esigenza di fornire spazi e architetture adatti alle funzioni sociali più immediate. Presto si affianca però la necessità di elaborare un linguaggio diverso per gli edifici più rappresentativi.
Il piano iniziale subirà infatti un adeguamento ad opera dello stesso architetto O. Frezzotti che apporterà variazioni in sovrapposizione all'impianto esistente, senza alterarlo, ma accentuandone l'estremo rigore formale attraverso operazioni di "monumentalizzazione" degli assi. Si configura così un sistema di spazi pubblici in cui imponenti colonnati marmorei si accostano a bassi porticati intonacati.
Risultato finale sarà la convivenza delle due anime della città: la "ruralità" e il "monumentalismo". Due anime che si riconoscono, a volte fuse, in tutti gli edifici importanti: l'edificio postale, progettato dall'architetto Angiolo Mazzoni, il Palazzo del Governo e il Palazzo di Giustizia dell'architetto O. Frezzotti e la chiesa di San Marco con le imponenti arcate in tufo.
Nel 1942 la "città/simbolo" del Fascismo può dirsi compiuta. Oggi i confini edificati della Città di Fondazione non si leggono chiaramente, essendo stato il centro storico inglobato nell'espansione successiva, dovuta alla crescita demografica ed economica del centro urbano.
L'architettura razionalista e monumentale del periodo fascista rimane comunque ben distinta dalla successiva, come pure i rapporti spaziali caratteristici del nucleo di fondazione, che si definiscono nei rapporti tra spazi costruiti, spazi vuoti e aree verdi. All'interno del nucleo di fondazione vengono inserite infatti numerose aree verdi, tra le quali ricordiamo il Parco Comunale "Arnaldo Mussolini", che contribuiscono a configurare Latina come una città caratterizzata da ampie aree libere, che intervallano il costruito e consentono l' attivazione di funzioni ludiche e di intrattenimento/ svago.
Rimangono comunque protagonisti della città i grandi assi viari e gli edifici monumentali, anche se con una lettura meno immediata e più frammentata nel tessuto urbano. Il concorso "NUOVE LUCI PER LA CITTA' DI LATINA", ha un chiaro valore culturale, poiché ha il fine di ri-valorizzare e di ri-portare in evidenza i tratti originari del disegno della Città di Fondazione, anche attraverso l'illuminazione pubblica.
Il sistema di prodotti da sviluppare per il concorso potrà essere infatti pensato
secondo due modalità:
- la prima, in continuità con una strategia dell'amministrazione comunale, che tende a recuperare l'immagine originaria della città, prevedendo, lì dove possibile, un riposizionamento dei pali storici nelle piazze della Città di Fondazione. Un intervento documentato dal punto di vista filologico/stilistico e tecnico dai progetti originari che prevedono il mod. Crociera in Piazza della Prefettura, il mod. Pastorale in Piazza del Popolo e Piazza San Marco, ed infine il mod. Ciclope nelle aree verdi (cfr. in allegato immagini
e disegni dei modelli). Il nuovo progetto si porrebbe quindi come mediazione tra le preesistenze ed il nuovo.
- la seconda, che pur conoscendo le preesistenze, elabori un sistema di prodotti completo, pensato indistintamente, per tutte le aree pubbliche della Città di Fondazione.
In entrambi i casi la progettazione di nuovi sistemi deve essere estesa anche a complementi di arredo urbano di altra funzione.
Con questi presupposti il nuovo progetto dovrebbe quindi sviluppare tipologie
di illuminazione per:
- gli assi stradali, al fine di restituire loro la forza di segni evidenti e netti sul territorio;
- le piazze, su cui, come nelle vecchie corti delle case coloniche, si affacciavano
le abitazioni con le loro fisionomie ben distinte in contrasto con gli edifici monumentali;
- i palazzi di rappresentanza, imponenti nelle proporzioni e in voluto contrasto con le modeste abitazioni, spesso caricati del più forte simbolismo, come, per citare un esempio emblematico, nella Casa del Fascio caratterizzata da una planimetria a forma di M.
 
Portfolio
 
Rassegna dell'illuminazione pubblica attuale
 

torna alla home