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Assestamento di bilancio, il discorso introduttivo dell’Assessore Proietti in consiglio comunale

ProiettiIll.mo Presidente,

illustri Consigliere e Consiglieri

nella presentazione dell’Assestamento del Bilancio del Comune di Latina con la salvaguardia degli equilibri, vorrei introdurre il tema condividendo con voi alcune riflessioni prettamente politiche, ragionando in termini economici: L’economia è la scienza delle “regole della Casa” , “oikos -nomos”… e questa è la sede più solenne della città per ragionare insieme delle regole della casa. Vorrei partire dal famoso grafico “ad elefante” che l’economista Branko Milanovic costruì per la Banca Mondiale descrivendo i vincenti e i perdenti della globalizzazione, grafico che mette sull’asse delle X la popolazione mondiale in ordine crescente di reddito e sull’asse verticale misura il progresso o declino di reddito.

Il grafico individua quattro gruppi principali.

  • Il primo gruppo (la parte finale della coda dell’elefante) è quello degli esclusi e dei più poveri che non riescono a partecipare dei benefici del mercato
  • Il secondo (il dorso dell’elefante) è quello delle classi medie emergenti dei paesi poveri ed emergenti che traggono beneficio dalla crescita di questi paesi e dalle opportunità della globalizzazione che rilocalizza il lavoro nei loro paesi facendo concorrenza a salari più bassi ai lavoratori non specializzati o poco specializzati dei paesi ricchi che rappresentano
  • Il terzo gruppo (la parte bassa della proboscide) e la vecchia classe media che progressivamente s’impoverisce
  • Il quarto gruppo (la parte finale della proboscide rivolta verso l’alto) è quello del top 1 percento, dell’elite dei proprietari del capitale e di coloro che occupano posizioni importanti nel settore finanziario che traggono vantaggi dalla globalizzazione.

Il problema politico sta tutto nel fatto che il terzo gruppo in questa grande trasformazione ha la peggio. Vede il top un percento crescere nel proprio benessere, si sente insidiato dai ceti emergenti dei paesi poveri e si vede invaso dal primo gruppo dei disperati che cercano fortuna (offrendo anche loro lavoro a basso costo) migrando nei paesi ricchi. Il problema democratico nei paesi occidentali è che il terzo gruppo rappresenta la maggioranza dei votanti.

Noi oggi vediamo, ascoltiamo, leggiamo quotidianamente le reazioni scomposte, volgari e pericolosamente violente di chi si sente escluso e riversa la sua rabbia verso il potere politico e istituzionale e verso gli ultimi, i più poveri. Una rabbia, consiglieri, che è molto pericoloso assecondare, pericoloso per tutti, e ancor di più pensare di fomentarla. È miope, secondo me, chi non riesce vedere, nel contesto attuale della città di Latina, quel lavoro quotidiano di ricostruzione democratica che questa maggioranza sta operando per dare risposte politiche e economiche a quel terzo gruppo, rispondendo alla rabbia con la forza della persuasione, della razionalità e della progettualità.

E questa ricostruzione democratica può essere espressa anche con il linguaggio, ai più forse freddo, dei numeri. Il bilancio, la salvaguardia dei suoi equilibri, con le sue caratteristiche di Annualità, Unità, Universalità e Integrità è un linguaggio formale ma assolutamente limpido per narrare l’azione politica. Un’azione Politica fondata sul rispetto della Complessità: e non c’è errore più grave che tentare di semplificare la complessità. Non è vero ciò che qualcuno ha scritto: “i numeri possono dire tutto e il suo contrario”, è sempre chi legge che per ignoranza o per malafede può decidere volontariamente di ignorare alcuni numeri o snaturarli dal loro contesto, un contesto per esempio descritto nell’analisi dei dati dalle percentuali. Accantonare 120.000 euro per le perdite di una società può essere raccontato come un insuccesso eclatante, dire che quella cifra rappresenta lo 0.09 % del valore della società (che non avrebbe potuto tecnicamente avere utili) suona assai differente: la descrizione del contesto cambia radicalmente il senso di ciò che diciamo. È quella complessità che sfugge a chi vuol necessariamente semplificare.

Dopo l’approvazione del bilancio 2018 a Marzo, con l’applicazione in itinere e dopo aver valutato i debiti fuori bilancio, avevamo ancora da applicare grossomodo 1 milione di euro (per i numeri in dettaglio potrete chiedere al dott. Manzi, che ringrazio non solo della presenza ma anche e soprattutto della sua professionalità e serietà a servizio di questo nostro comune). In questo assestamento, abbiamo investito 460 mila euro per la sistemazione delle utenze del Palabianchini, 150 mila euro per Parchi, Verde e Giardini, 120 mila euro per l’accantonamento delle eventuali perdite delle società partecipate e anche 130 mila euro per nuovi debiti fuori bilancio segnalati relativi a sentenze, dopo tutti quelli (pari a 7 milioni di euro) che hanno già trovato la relativa copertura finanziaria. È evidente che i debiti fuori bilancio, cioè quelle situazioni debitorie riconducibili ad attività di gestione intraprese in precedenti esercizi e non ancora formalizzate con l’assunzione del relativo impegno, una modalità tecnica per descrivere errori condannati da sentenze fatti dalle passate amministrazioni, come pure la gestione dei residui attivi o passivi, legati ai crediti di dubbia e difficile esazione, necessitano di particolari cautele da parte dell’amministrazione, cautele attivate che fanno sì che molto di ciò che vorremmo spendere sia accantonato per salvaguardare l’ente per il futuro, come solo gli oculati e i saggi amministratori fanno.

Le scelte fatte vanno incontro proprio alla volontà di costruire, attraverso le opere e la loro messa in sicurezza, quegli spazi di dialogo, di convivenza, di serenità in cui trovare la risposta democratica e ragionata non solo alla rabbia, ma, pensando globalmente e agendo localmente, anche ad una richiesta globale di una politica per l’uomo e le sue relazioni, principio e identità del bene comune.

Gianmarco Proietti

Assessore al Bilancio, Tributi e Pubblica Istruzione del Comune di Latina

[Pubblicato 3 agosto 2018]

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