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26/09/2016 – Bando a lotti per i Servizi Sociali, le indicazioni di Cantone danno ragione al Comune

comuneL’esigenza di soddisfare bisogni complessi non giustifica la scelta di affidare servizi assistenziali differenti con un’unica gara. Lo chiarisce il Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone in un comunicato del 14 settembre, depositato il 22 presso la segreteria del Consiglio dell’Autorità Anticorruzione. Il parere di Cantone dà ragione alla scelta dell’Amministrazione Comunale di suddividere in lotti il bando di gara per l’affidamento  triennale dei servizi integrati di sostegno e aiuto alla disabilità, genitorialità e di assistenza domiciliare agli anziani.

Il responsabile dell’Anac ha preso carta e penna per rispondere a diverse segnalazioni giunte da operatori del terzo settore in merito a criticità riscontrate negli affidamenti di servizi di assistenza domiciliare: nel suo comunicato fornisce una serie di indicazioni operative alle stazioni appaltanti che affidano frequentemente, con unica gara, servizi assistenziali diversi, sia per tipologia di attività che per destinatari degli interventi, richiedendo l’esecuzione di prestazioni complesse. «Tale scelta – scrive Cantone – comporta l’introduzione di barriere all’accesso e determina forti restrizioni della concorrenza, precludendo la partecipazione alle procedure di affidamento degli operatori che, pur difettando delle capacità richieste per svolgere l’intera prestazione prevista dal bando di gara, avrebbero i requisiti necessari a eseguire almeno uno dei servizi richiesti».

«Il rispetto dei principi di concorrenza e non discriminazione – continua il Presidente più avanti – impone l’adozione di accorgimenti che consentano, in ogni caso, la massima partecipazione degli operatori economici alle procedure di affidamento. Ciò anche nei casi in cui sia previsto lo svolgimento contestuale di una molteplicità di prestazioni (es. accoglienza dei richiedenti protezione internazionale), oppure la medesima prestazione debba essere eseguita con modalità differenziate per adeguarla ai bisogni di diverse tipologie di utenti finali (es. assistenza domiciliare rivolta ad anziani, disabili, malati terminali)».

Sulla base di tali considerazioni, per consentire il superamento delle criticità emerse nell’affidamento di servizi sociali complessi, l’ANAC ha ribadito la necessità che le stazioni appaltanti provvedano alla suddivisione dell’appalto in lotti funzionali o prestazionali, rammentando l’obbligo statuito in tal senso dall’art. 51 del d.lgs n. 50/2016.

 

«Eravamo certi di avere seguito correttamente le indicazioni contenute nell’articolo 51 del nuovo Codice degli appalti – afferma l’Assessora ai Servizi Sociali Patrizia Ciccarelli – tuttavia questo pronunciamento da parte della massima autorità in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ci conforta in quanto ci conferma che siamo nel solco di quanto previsto dalla nuova normativa. Confidiamo che questo parere contribuirà a rasserenare gli animi stemperando le polemiche sorte subito dopo l’avvio della procedura di gara».